Prometeo possibili

Accademia di Belle Arti di Venezia

Magazzino del Sale 3, Dorsoduro 264

Dal 27 gennaio al 16 marzo 2024

 

Coordinamento progettuale e allestimento: Accademia di Belle Arti di Venezia – Atelier di Decorazione B
In collaborazione con: Fondazione Archivio Luigi Nono, Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) - La Biennale di Venezia

 

  • Intro

    Progettare il non progettabile
    «Le pietre bianche. Ascoltare le pietre bianche, non solo vederle, non come entità chiuse in se stesse, ma per come si relazionano tra di loro.
    Le isole. Le varie rotte possibili. Mi viene in mente Webern: non la banalità accademica di considerare la serie costituita da suoni fissati ad altezze differenti, ma, proprio come in Webern, percepire l’intervallo, quello che congiunge, trasforma, modifica. L’intervallo, cioè il rapporto che unisce due entità e che era alla base della grande scuola fiamminga. E che si trova anche nelle teorie sui colori, dal Settecento fino ad oggi. Ascoltare le pietre, i mattoni rossi. Ascoltare lo scuro, ascoltare come le luci si muovono, come l’acqua emani luce. Ascoltare come il cielo sia una creatura delle pietre, dei mattoni, dell’acqua. Saper vedere e ascoltare l’invisibile e l’inaudibile. Arrivare al minimo grado di audibilità, di visibilità. […]»
    Intervista a Luigi Nono apparsa su “il manifesto”, il 22 ottobre 1983.

  • Sala 1

    La rappresentazione del Prometeo (2024)

    Documentazione relativa alla nuova edizione del “Prometeo. Tragedia dell’ascolto ” di Luigi Nono nella chiesa di San Lorenzo a Venezia nel gennaio del 2024.

    La documentazione è di proprietà della Biennale di Venezia che ha realizzato l’evento.

  • Sala 2

    La prima rappresentazione del Prometeo (1984)

    Tra i documenti di Luigi Nono riguardanti la progettazione del Prometeo si trovano immagini di sculture di Rodin e una citazione sottolineata nel libro “Kunst der Farbe” di Johannes Itten: «Rainer Maria Rilke chiese un giorno a Rodin: "Maestro venerato, come si svolge per lei il processo creativo quando dà forma a una nuova opera?" Rodin rispose: "Innanzitutto, ho un'intensa sensazione che si condensa sempre di più e mi costringe interiormente a darle forma plastica. Poi comincio a progettare e costruire. Infine, durante l'esecuzione, di nuovo mi abbandono completamente alla sensazione, che potrebbe costringermi a modificare ciò che è stato costruito.”»
    Edizione tedesca di “Kunst der Farbe. Subjektives Erleben und objektives Erkennen als Wege zur Kunst” (Studienausgabe - Otto Maier Verlag, Ravensburg, 1961) con appunti e note di Luigi Nono.


    La sala presenta la video documentazione della prima edizione del “Prometeo. Tragedia dell’ascolto” realizzata da Luigi Nono con la collaborazione di Massimo Cacciari per i testi, Renzo Piano per l’allestimento ed Emilio Vedova per le luci. L’opera è stata realizzata nella Chiesa di San Lorenzo a Venezia su commissione dalla Biennale Musica, all’interno dell’imponente struttura progettata da Renzo Piano, di cui sono esposti alcuni disegni progettuali e il plastico.
    Luigi Nono intende il progetto come “processo”, l’opera come sviluppo dinamico, complesso, mai definitivamente risolto, con infinite possibilità di formalizzazione e percezione. L’opera nei suoi molteplici possibili si formalizza in istanti, attraverso relazioni dinamiche in continua trasformazione. Ogni messa in scena del “Prometeo. La tragedia dell’ascolto” è quindi un frammento possibile dell’opera complessiva che si concretizza grazie alla responsabile e attiva partecipazione del singolo spettatore e del musicista. “Ascolta” è il continuo invito che accompagna la vasta documentazione delle varie fasi della progettazione del Prometeo, un invito ad attuare quella che il maestro stesso definiva una pratica “difficile”, un “fenomeno raro”, che ci richiama ad una responsabilità soggettiva attraverso la quale è possibile affrontare “non il quotidiano, non il ripetitivo, non lo schematico non il dogmatico”, ma “l’altro, il diverso ancora una volta”.

  • Sala 3

    Isole
    La progettazione del Prometeo (1976-1984)
    «Colori che fan suonare lo spazio, come i suoni leggono, scoprono lo spazio»
    Estratto dai documenti della progettazione del Prometeo di Luigi Nono

    L’installazione multimediale di questa sala presenta un significativo frammento del vasto archivio che documenta il processo di progettazione del Prometeo. Cinque isole, definite dalle transizioni cromatiche che il compositore aveva individuato partendo dallo studio di “Kunst der Farbe” di Itten e dal campionamento del dipinto “La lavanda dei piedi” di Tintoretto per qualificare le sezioni dell’opera, raccolgono i materiali relativi all’indagine sullo spazio, sul suono, sul colore, sui testi e sulla struttura stessa del Prometeo. Le possibili mappe che collegano questo arcipelago documentale sono quindi scritte come in una partitura dove il colore “fa suonare lo spazio”, in una scansione governata da precisi ritmi e pause.
    Le parole di Nono tratte dagli stessi documenti presentati, nella parete opposta compongono un ulteriore arcipelago, dove i possibili percorsi di lettura divengono instabili, molteplici e conflittuali.

  • Sala 4

    Frammenti
    Vedo/ascolto: frontalità vs rovesciamento della prospettiva
    « […] l’insieme dei SEGNI che serba il ricordo di tutto
    MNEMOSINE
    DI QUALE MEMORIA SONO PAROLA? […]»
    Estratto dai documenti della progettazione del Prometeo di Luigi Nono


    L’installazione propone delle vasche d’acqua che riflettono la scrittura di Luigi Nono “frammentata” da una frequenza sonora. Per Massimo Cacciari e Luigi Nono la tragedia dell’ascolto, di un ascolto vero, profondo, complessivo ha origine dall’avvento della scrittura, dallo strumento che traduce la memoria dall’uomo al libro, dalla voce al segno, inaugurando il primato del visivo a fondamento della nostra cultura.
    L’ascolto ci riconsegna all’apparire del mondo, è la festa del fenomeno che si disancora dallo schema, dal dogma di una percezione che cela.

  • Sala 5

    Rotture
    Rompere il centro
    «[…] Si veda come il Tintoretto sfugge alla prospettiva del Rinascimento facendo ricorso allo spirito di Venezia, alle sue differenti culture, si veda come egli rompe il centro a favore di una concezione policentrica, con segni, rotture, colori: egli compone differenti momenti nello spazio, differenti spazi, differenti profondità […]»
    Luigi Nono, Intervista a Phillippe Albèra, Contrechamps, Paris 1987.


    Suono e spazio sono inseparabili nell’opera di Luigi Nono. Lo spazio, così come il suono, si organizza attraverso rotture, creando molteplici prospettive compresenti. Questo spazio – suono multiprospettico, conflittuale e frammentato, che caratterizza (anche) la città di Venezia, è percepibile soltanto dinamicamente, come una “scultura sonora” che richiede diversi punti di vista per poter essere colta. Nono ritrova questa compresenza di “differenti momenti nello spazio, differenti spazi, differenti profondità” nel dipinto “La lavanda dei piedi” di Tintoretto. Tra i materiali presenti in archivio è presente la cartolina della versione della Shipley Art Gallery del dipinto, dove Nono circoscrive i vari contrasti prospettici e annota nel retro “…isole, spazi, tempo”.

  • Sala 6

    Venti incrociati, esterni + interni
    Venezia e Friburgo

    «Da un po’ di tempo lavoro nello studio di Freiburg, in mezzo alla Foresta Nera. Da due anni vivo lì, ed è lì che ho imparato ad ascoltare e ho capito quanto poco oggi si ascolti.»
    Intervista a Luigi Nono il manifesto, il 22 ottobre 1983.


    Lo spazio interno ed esterno all’opera non è separabile per Nono. Spazio/mondo esterno e spazio interno/formalizzato dell’opera si determinano reciprocamente, in un rapporto dinamico. Hans Peter Haller, nel suo diario di produzione, riporta che Nono lasciò aperte le porte di San Lorenzo durante l'esecuzione. L'esterno irrompe potentemente anche nel fragile spazio sonoro: nel corso del prologo, estremamente silenzioso, vi erano continui allarmi per l'acqua alta. Nonostante il suono delle sirene finiva per sommergere la musica, sorprendentemente Nono non interruppe l'esecuzione. (H.P. Haller, Luigi Nono «Prometeo», Die letzten sechs Wochen vor der Uraufführung in Venedig).
    Nell’istallazione presente in sala, due monitor mostrano i paesaggi che Nono osservava e fotografava durante il processo di progettazione del Prometeo dalle finestre dei suoi studi di Venezia e Friburgo. Alle fotografie del Maestro realizzate tra il 1983 e il 1984 viene affiancata una ripresa Jetztzeit dell’isola della Giudecca vista dalle Zattere (un ponte ideale tra i due luoghi in cui Nono visse e lavorò in città).

  • Sala 7

    Ascolta
    La lettera di Luigi Nono a Renzo Piano

    «Voci come voli imprevedibili di rondini»
    Estratto dai documenti della progettazione del Prometeo di Luigi Nono


    La lettera che Luigi Nono scrive a Renzo Piano per avviare la realizzazione del Prometeo nella chiesa di San Lorenzo rappresenta un’illuminante sintesi del complesso processo di progettazione che ha impegnato l’autore. Nono, nei 17 fogli che la compongono, evidenzia non solo i presupposti tecnici che Piano dovrà considerare, ma anche e soprattutto la sua “visione” di quel che dovrà essere il Prometeo: “E' una macchina - una architettura - una scultura - uno spazio - da scoprire - da inventare - da organizzare frammentato”.
    Lo spazio finale del Magazzino ospita un allestimento multimediale nel quale, partendo dalla suggestione dello stesso Nono che apre la mostra (Ascoltare le pietre, i mattoni rossi), dalle grandi pareti emerge la scrittura del Maestro, accompagnata dalle voci degli studenti che hanno realizzato l’esposizione. La lettura della lettera viene riprodotta costruendo una spazializzazione del suono attraverso speakers disposti a varie altezze e a pavimento.

 

In occasione del centenario della nascita del compositore veneziano Luigi Nono (29 gennaio 1924-8 maggio 1990), l'Accademia di Belle Arti di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Archivio Luigi Nono e l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) - La Biennale di Venezia, apre al pubblico la mostra Prometeo possibili ai Magazzini del Sale 3 (dal 27 gennaio al 16 marzo 2024).

L'esposizione offre un percorso di approfondimento e di rielaborazione creativa multimediale tra i materiali documentativi dell'opera Prometeo. Tragedia dell'ascolto, che verrà riallestita dalla Biennale di Venezia come progetto speciale del suo Archivio Storico (ASAC) dal 26 al 29 gennaio 2024 nella Chiesa di San Lorenzo a Venezia (ora Ocean Space), dove si tenne la prima esecuzione nel 1984, insieme alla riproduzione di importanti documenti d'archivio e a installazioni originali realizzate dagli studenti del corso di Decorazione B dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, che si sono occupati dell'ideazione, progettazione e realizzazione di tutti i contenuti multimediali sotto la guida del professor Gaetano Mainenti, e con la collaborazione degli studenti del corso di Nuove Tecnologie dell'Arte per la realizzazione dei supporti grafici informativi.

"Presentare un percorso espositivo che si misuri con la complessità del lavoro di Luigi Nono - dichiara Riccardo Caldura, Direttore dell'Accademia di Belle Arti -  significa tornare sui passi del compositore, sapendo che ci si espone al rischio insito in ogni interpretazione. Una volta accettata la proposta della Fondazione Nono, l’Accademia di Belle Arti di Venezia ha individuato un proprio docente come co-responsabile della proposta stessa, Gaetano Mainenti, per le pregresse esperienze multimediali maturate nella gestione di progetti in grado di considerare l’interazione fra l’aspetto visivo e l’apporto sonoro. L’esito di un lavoro fino in fondo corale, reso possibile dalla stretta collaborazione fra il docente, i suoi collaboratori e studenti, e grazie all’indispensabile apporto di Giorgio Mastinu, è quel che viene aperto al pubblico negli spazi del Magazzino del Sale 3,  in occasione del centenario della nascita di Luigi Nono."

I documenti relativi al nuovo, eccezionale riallestimento 2024 del Prometeo - 30 tavole messe a disposizione in esclusiva dall'ASAC - aprono la prima delle sette sezioni in cui si articola la mostra. La seconda sezione è dedicata alla prima esecuzione di Prometeo. Tragedia dell'ascolto del 1984, realizzata con la collaborazione di Massimo Cacciari per i testi, Renzo Piano per l’allestimento ed Emilio Vedova per le luci. In questa sala è a disposizione del pubblico il video di quella memorabile rappresentazione, insieme ad una selezione dei disegni progettuali dell'imponente struttura progettata da Renzo Piano, conosciuta come "la nave".

"Il riallestimento di Prometeo. Tragedia dell’ascolto, realizzato nel 1984 alla Chiesa di San Lorenzo è occasione non solo per far rivivere l’esperienza a chi a quel tempo ha avuto la fortuna di parteciparvi ma soprattutto per consentire alle nuove generazioni di riscoprire l’opera, riflettere e trarne stimolo per il proprio studio, lavoro e sperimentazione, secondo lo spirito di un archivio che non è solo luogo di conservazione ma anche centro di ricerca sulle arti contemporanee come l’ASAC della Biennale di Venezia che promuove e organizza questo progetto speciale. - contestualizza Debora Rossi, Responsabile Archivio Storico della Biennale - L’iniziativa, in occasione del Centenario della nascita di Luigi Nono, acquista maggior valore alla luce della collaborazione tra ASAC e Archivio Luigi Nono che nel 2026 troverà nuova casa proprio nei nuovi spazi all’Arsenale ed è arricchita dal lavoro degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia che hanno interpretato i documenti d’archivio in un originale percorso espositivo ai Magazzini del Sale, proprio secondo lo spirito di ricerca e sperimentazione che si auspica possa essere d’ispirazione per i loro percorsi artistici e professionali".

Seguono nel percorso espositivo due suggestive installazioni nella terza e quarta sala. La prima è formata da cinque isole che raccolgono i materiali relativi all’indagine sullo spazio, sul suono, sulla transizione tra colori, sui testi e sulla struttura stessa del Prometeo. L'arcipelago documentale che così si configura può essere esplorato tramite diverse, possibili mappe scritte come in una partitura musicale, in cui i colori “scoprono, svuotano, riempiono lo spazio", in una scansione governata da precisi ritmi e pause.

Nella seconda invece protagoniste sono acqua, specchi, luci e parole, che riflettono la scrittura di Luigi Nono “frammentata” in proiezione da una frequenza sonora.

Nella quinta sala il focus è sulla riproduzione su tela di grandi dimensioni di una cartolina del dipinto La lavanda dei piedi di Tintoretto su cui Nono è intervenuto annotando i vari contrasti prospettici: una vera e propria "esplosione" di punti di vista che è stata la base per la costruzione a isole del Prometeo.

Due monitor quindi immergono i visitatori nei paesaggi che Nono osservava e fotografava durante il processo di progettazione del Prometeo dalle finestre dei suoi studi di Venezia e Friburgo, tra il 1976 e il 1984, e la proiezione di alcune lettere che il Maestro ha scritto a Renzo Piano e a Claudio Abbado per avviare la realizzazione dell'opera nella Chiesa di San Lorenzo.

Il percorso espositivo si chiude con un allestimento multimediale di videoproiezioni e spazializzazione del suono nel quale emerge la scrittura di Nono, accompagnata dalle voci degli studenti che hanno realizzato l’esposizione.

 

Prometeo possibili

Consulenza scientifica

Giorgio Mastinu

Coordinamento progettuale e allestimento

Accademia di Belle Arti di Venezia - Atelier di Decorazione B

In collaborazione con

Fondazione Archivio Luigi Nono, Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) - La Biennale di Venezia

Orari

27 gennaio - 16 marzo 2024

Da mercoledì a sabato ore 11 – 18

Luogo

Accademia di Belle Arti di Venezia

Magazzino del Sale 3, Dorsoduro 264

30123 Venezia

Ufficio stampa

CASADOROFUNGHER Comunicazione

www.casadorofungher.com 

L'autrice delle foto di documentazione è Marta Mancuso

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