L’Arte è Partita suggerisce uno sguardo differente da quello cronistico che solitamente appartiene al calcio inteso come sport da televisione, ma vuole focalizzare l'attenzione su ciò che può generare un rito collettivo laico che segue delle regole precise che oggi unisce evasione e teatralità.
Attraverso la ricerca di quello che rappresenta il calcio amatoriale, praticato soprattutto nei parchi di provincia, si scoprono dinamiche capaci di innescare processi creativi.
Il più comune è la scelta dell'icona da indossare.
Lo sport è una parabola attraverso la quale di può comprendere la necessità di avere nel nostro bagaglio una serie di strumenti capaci di risolvere problemi.
L'obbiettivo è porre un'indagine che parta da un gruppo di persone che con il calcio ha ben poco a che fare, ma che si ritrova a dover affrontare una sfida come quella dei ragazzi dei campetti di paese con i mezzi e gli strumenti della decorazione. Una sorta di performance dove noi siamo i protagonisti e ci viene data l'opportunità di decidere chi essere, quale tipo di giocatore, quale tipo di comportamento condurre, quali tipo di tecniche decorative utilizzare per fare la nostra partita.
Vi è quindi, il desiderio di dare una dignità superiore ad un momento di aggregazione e partecipazione collettiva attraverso un atto creativo, con l'ambizione di realizzare il miglior torneo della storia del calcio amatoriale mai visto e restituendo l'esperienza concreta in ogni sua fase attraverso l’elaborazione dei simboli e dei luoghi propri a questo rito laico.
Daniel Bresolin
